Mieloma multiplo – Epidemiologia ed eziologia

Il mieloma multiplo (MM) è una neoplasia maligna delle plasmacellule caratterizzata da aumento delle plasmacellule midollari e dalla presenza di una componente monoclonale nel siero e/o nelle urine. Il MM evolve virtualmente in ogni caso da una fase preclinica, la MGUS (Monoclonal Gammopathy of Undeteriminated Significance), che è molto più frequente del MM e progredisce a MM nell’uno per cento dei casi ogni anno. Il MM costituisce il dieci percento circa delle neoplasie ematologiche e l’uno percento di tutti i tumori. IL MM ha una variabile incidenza nelle diverse regioni del mondo e in differenti gruppi etnici. Il MM raramente è diagnosticato prima dei 40 anni; in seguito la sua incidenza aumenta progressivamente fino all’età di 85 anni per declinare nelle fasce d’età successive

elettroforesi picco monoclonale
Tipico picco monoclonale delle gammaglobuline nell’elettroferesi delle sieroproteine in caso di mieloma multiplo

 

 

 

 

 

 Nell’area coperta dai registri tumori italiani sono stati diagnosticati ogni anno in media 9,5 casi ogni 100.000 maschi e 8,1 ogni 100.000 donne. Le stime per l’Italia indicano 2315 nuovi casi diagnosticati ogni anno fra i maschi e 2098 fra le femmine.

I soli fattori di rischio classicamente associati alle discrasie plasmacellulari sono l’età, il sesso maschile, una storia familiare per gammapatie monoclonali o altre malattie linfoproliferative, l’appartenenza al gruppo etnico afro-americano. I numerosi studi condotti nelle ultime decadi hanno consentito di identificare altri fattori di rischio per i quali le prove a favore di un’associazione con il rischio di MM e malattie affini possono essere considerate convincenti, per esempio il sovrappeso, le radiazioni ionizzanti, alcuni pesticidi, diverse occupazioni e professioni.

Molto interessanti sono gli studi recenti he hanno identificato la presenza di loci genetici trasmessi come carattere autosomico dominante, presenti in circa il 50% dei casi di MGUS/MM, che causano variazioni (iperfosforilazione o sumoilazione) di diverse proteine dopo la loro traduzione dal DNA. Questi neoantigeni sono noti anche come paratarg (paraprotein target) e stimolano linfociti B che producono paraproteine che hanno come bersaglio (target) proprio le proteine iperfosforilate o sumoilate. La ricerca è ora indirizzata verso l’identificazione di altri paratarg mentre già s’intravvede la possibilità di utilizzare i paratarg come vettori di tossine che potrebbero eliminare selettivamente i linfociti B che producono le paraproteine anomale.

I paratarg potrebbero rappresentare l’anello di congiunzione in grado di spiegare i casi di MGUS (MM) familiari e l’associazione, sia dei casi familiari sia di quelli sporadici, con malattie croniche infiammatorie, autoimmuni, neoplastiche che attraverso una stimolazione cronica del sistema immunitario possono indurne la trasformazione neoplastica.

Oggetto di questa monografia è la disamina della variabile distribuzione del mieloma nelle diverse regioni geografiche del pianeta e i principali fattori di rischio che ne aumentano il rischio.

 

Parole chiave (keywords)

mieloma, MGUS, epidemiologia, prevalenza, incidenza, polimorfismi, familiarità, iperfosforilazione, sumoilazione, paratarg, pP-7, HSP90-SUMO, pesticidi, radiazioni, benzene, obesità.

Versione 1, novembre 2017

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